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Nuova recensione per “Le lame scarlatte” by La Luna Clessidra

Ultimamente sto trascurando il sito e i social, lo so e mi spiace. Purtroppo il periodo natalizio mi sobbarca di lavoro, senza contare la scadenza imminente per la consegna del nuovo romanzo. Tuttavia sto lavorando su varie cose e nel mentre c’è chi legge e recensisce le mie opere. Proprio questo è accaduto ieri, dove Mario Micolucci ha pubblicato la sua opinione su “le lame scarlatte“, nel blog La luna clessidra.

Piccola postilla: Mario Micolucci ha letto l’edizione NON revisionata del romanzo, quindi la 1.0 (vecchia cover) e non la 2.0 (nuova cover). Inoltre lo definisce un urban fantasy perché è ambientato tutto in una città, ma non è contemporaneo, più medievale direi. Può essere considerato un low fantasy o un grimdark, come genere.

Questo è il link alla recensione: QUI

Fronte Cover piccolaCOPERTINALELAMESCARLATTEINTERASOLOFRONTE

Qui la pagina di riferimento del romanzo: Le lame scarlatte

Per mia archiviazione personale, copierò la recensione nell’articolo, ma vi invito caldamente a leggerla nel blog “La Luna Clessidra

Le Lame Scarlatte è un urban fantasy molto distante dai canoni del fantasy classico. Il protagonista è un sicario di gran fama che, in una qualche maniera, viene convinto a rientrare in attività dopo una decina di anni di autoesilio e decadenza. L’intreccio narrativo si dipana nella capitale del regno dove a far da motore alle vicende ci sono le ciniche macchinazioni dei rappresentanti delle diverse organizzazioni che costituiscono i centri di potere: il Circolo dei maghi, o meglio guardiani, la Confraternita del clero, la Congrega degli assassini, il Consiglio dei nobili, l’Alveare delle spie e non solo, l’Ordine dei paladini, o meglio dei giusti, la Corporazione mercantile, laGilda dei ladri fanno le loro mosse in un’immensa scacchiera dove lo stesso Re non è che una pedina sacrificabile. Il tutto è gestito con grande maestria dall’autore che intesse un intreccio veramente intricato, ma coerente e prodigo di interrogativi più o meno intuibili. L’evolversi della trama è incalzante, a tratti frenetico e, in nome di questa scelta narrativa, le descrizioni, soprattutto quelle dei luoghi sono bandite. Insomma, è il classico libro che cattura e non molla la presa fino ai titoli di coda. La scrittura si sviluppa attraverso frasi brevi, semplici e con il soggetto sempre ben chiaro, al punto che sembra una traduzione dall’inglese; se poi si considera lo pseudonimo d’impronta anglofona, un ignaro lettore potrebbe veramente pensare che lo sia. Ne deriva uno stile di facile lettura, dal ritmo rapido ma sicopato, stilisticamente non appagante, comunque efficace e adatto al tipo di testo. Consigliato. Valutazione 4/5.

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